La scienza nuova — Volume III
- Language:
- Italian
- Status:
- Complete work
- Authorship:
- Written by the author
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- Extent:
- ~9,470 words · 45 passages
Cite this work
- APAGiambattista Vico. (n.d.). La scienza nuova — Volume III. Digital reproduction: SigPhi. https://sigphiai.com/en/works/giambattista-vico/la-scienza-nuova-volume-iii
- MLAGiambattista Vico. La scienza nuova — Volume III. Digital reproduction, SigPhi, https://sigphiai.com/en/works/giambattista-vico/la-scienza-nuova-volume-iii.
- ChicagoGiambattista Vico. La scienza nuova — Volume III. Digital reproduction, SigPhi. https://sigphiai.com/en/works/giambattista-vico/la-scienza-nuova-volume-iii.
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What it is about
The New Science, volume III, in Italian.
Context and history
It closes the work with the corso e ricorso of nations: all pass through the age of gods, of heroes and of men, and begin again. Joyce built Finnegans Wake on it. **Note: the catalogue holds all three volumes.**
Editorial context, not a citable source: unlike the passages of the work itself, these statements cannot be checked against the corpus.
Quantunque la sapienza poetica, nel libro precedente già dimostrata essere stata la sapienza volgare de’ popoli della Grecia, prima poeti teologi e poscia eroici, debba ella portare di séguito necessario che la sapienza d’Omero non sia stata di spezie punto diversa; però, jjerchè Platone ne lasciò troppo altamente impressa l’oppenione ette fusse egli fornito di sublime sapienza riposta 1 (onde l’hanno seguito a tutta voga tutti gli altri 1 Platone non ha mai sostenuto la tesi che Omero fosse stato filosofo. Che anzi, assai più vichianamente di quanto il V. non creda, il filosofo greco, «nel II della Bespublica, insisteva sul concetto che alcune favole di poeti (cfr. anche Eutifr., pp. 5 e 6), alcune concezioni specialmente omeric)i(", alcune rappresentazioni sopratulto Adl’Iliade e dell’Odissea danno un carattcn- falso, basso, volgare, rozzo, triviale della divinità... E se i cittadini sono obbligati a riconoscere, sia a voce sia con iscritti, che dio essenzialmente buono è autore del solo bene, non del male; se si proibisce di parlare o scrivere degli dèi in guisa da renderli incantatori, capaci di assumere forme diverse da quelle che hanno, d’ingannare gli uomini coi loro discorsi e con le loro azioni; poiché gli dèi omerici sono incantatori, ingannatori, capaci di fare il male. Omero ò da allontanarsi dalla repubblica. — Nel libro III il filosofo nota che anche gli eroi omerici non sono quali dovrebbero essere: si danno facilmente in preda a grandi dolori, a lamenti, al pianto, che è proprio delle donne, e specialmente delle più deboli fra loro. Gli dèi e gli eroi omerici sono intempeliuiii, capaci di ridere goffamente, di ricevere doni, mance, mentire, mangiare a crepapancia, darsi ai piaceri venerei, compiere empietà e crudeltà biasimevoli • (Olivieri, Gli studi omerici di G. B. V., in Atti della r. Acc. di archeologia, lettere
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