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La dottrina del fascismo

Giovanni Gentile

⚠️ Historical context

Language:
Italian
Status:
Complete work
Authorship:
Written by the author
Condition of the text:
Clean text
Extent:
~7,580 words · 36 passages
Cite this work
  • APAGiovanni Gentile. (n.d.). La dottrina del fascismo. SigPhi. https://sigphiai.com/en/works/giovanni-gentile/la-dottrina-del-fascismo
  • MLAGiovanni Gentile. "La dottrina del fascismo." SigPhi, https://sigphiai.com/en/works/giovanni-gentile/la-dottrina-del-fascismo.
  • ChicagoGiovanni Gentile. La dottrina del fascismo. SigPhi. https://sigphiai.com/en/works/giovanni-gentile/la-dottrina-del-fascismo.

What it is about

The Doctrine of Fascism (1932), in Italian.

Context and history

**Context warning: this is a founding text of Italian fascism.** It appeared under Mussolini's name in the Enciclopedia Italiana; the doctrinal part was written by Gentile, the regime's philosopher and Minister of Education. It is here because the project removes no work for its content, and because understanding how fascism justified itself requires reading how it said it. The state appears as absolute ethical reality and the individual exists only within it. Gentile was shot by partisans in 1944.

Editorial context, not a citable source: unlike the passages of the work itself, these statements cannot be checked against the corpus.

I – Come ogni salda concezione politica, il fascismo è prassi ed è pensiero, azione a cui è immanente una dottrina, e dottrina che, sorgendo da un dato sistema di forze storiche, vi resta inserita e vi opera dal di dentro. Ha quindi una forma correlativa alle contingenze di luogo e di tempo, ma ha insieme un contenuto ideale che la eleva a formula di verità nella storia superiore del pensiero. Non si agisce spiritualmente nel mondo come volontà umana dominatrice di volontà senza un concetto della realtà transeunte e particolare su cui bisogna agire, e della realtà permanente e universale in cui la prima ha il suo essere e la sua vita. Per conoscere gli uomini bisogna conoscere l’uomo; e per conoscere l’uomo bisogna conoscere la realtà e le sue leggi. Non c’è concetto dello stato che non sia fondamentalmente concetto della vita: filosofia o intuizione, sistema di idee che si svolge in una costruzione logica o si raccoglie in una visione o in una fede, ma è sempre, almeno virtualmente, una concezione organica del mondo. II – Così il fascismo non si intenderebbe in molti dei suoi atteggiamenti pratici, come organizzazione di partito, come sistema di educazione, come disciplina, se non si guardasse alla luce del suo modo generale di concepire la vita. Modo spiritualistico. Il mondo per il fascismo non è questo mondo materiale che appare alla superficie, in cui l’uomo è un individuo separato da tutti gli altri e per sé stante, ed è governato da una legge naturale, che istintivamente lo trae a vivere una vita di piacere egoistico e momentaneo. L’uomo del fascismo è individuo che è nazione e patria, legge morale che stringe insieme individui e generazioni in una tradizione e in una missione, che sopprime l’istinto della vita chiusa nel breve giro del piacere per instaurare nel dovere una vita superiore libera da limiti di tempo e di spazio: una vita in cui l’individuo, attraverso l’abnegazione di sé, il s

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